lunedì 20 marzo 2017

Lemon curd Tart


Forse non è la torta più adatta per celebrare la festa del papà, forse è un pò più pertinente per la festa della mamma, ma poco mi importa.
Al mio papà piacciono i sapori freschi e agrumati, se ricordano il mare, soprattutto quello sardo, meglio ancora! 
Non avendo nessuna ricetta che preveda l'uso del mirto ho optato per il limone, che comunque adora (non a caso quando tenta di fare una torta pronta bruciandola immancabilmente, sceglie sempre quella al limone) proponendolo in versione British.

Il giorno della festa del papà non sono rimasta a casa, ero a Casteggio a fare una grigliata con il mio ragazzo e i suoi amici. 
La sera prima però avevo preparato questo dolce, apposta per la festa del papà; almeno dopo il pranzo con i nonni avrebbero avuto il dolce, visto che la sua torta di pane dalla ricetta segretissima (solo perché le dosi le fa a occhio :p) l'aveva preparata apposta per farcela assaggiare alla grigliata e, a sorpresa (visto che non a tutti può piacere👼)  è stata ampiamente apprezzata.
Per fortuna domenica sono riuscita a tornare in tempo a casa: stavano aspettando la zia che non era ancora arrivata e così siamo riusciti a festeggiare tutti insieme il giorno dedicato alla mia stella polare, senza il quale (insieme alla mia mamma e ai miei nonni ovviamente) oggi non sarei la ragazza che sono e la donna che un giorno sarò.


Quando ero bambina, le maestre Grazia e Maria Concetta, per ogni occasione ci insegnavano poesie, filastrocche e ci aiutavano a preparare dei lavoretti divertenti da regalare poi ai nostri genitori.
Probabilmente questa, sarebbe stata una delle filastrocche che ci avrebbero proposto di recitare in occasione della festa del papà. 
Qualche verso semplice, spontaneo, a cui ognuno può dare la propria personale lettura e interpretazione, e che proprio per questo si rivela non essere una filastrocca qualunque ma un inno d'amore al proprio papà e alla vita.

Prima che nascessero i papà
il mondo era quadrato:
non c’erano le piante,
neppure un albero di cioccolato.
Il sole non riusciva neppure a tramontare
visto che ancora non sapeva rotolare.
I prati non avevano l’erba dipinta,
e i petali dei fiori avevano una faccia stinta.
Se guardavi il cielo vedevi solo nero,
tutto il mondo era scuro e serio serio.
Ma poi è arrivato il mio papà.
Ha arrotolato il cielo intorno al mondo,
ha insegnato al sole a rincorrere le stelle,
e perché la notte non facesse poi paura al suo bambino
ha acceso in cielo un faro e qua e là qualche lumino.
Ha regalato note anche agli uccelli,
e tra i rami degli alberi ha legato solo sogni belli.
Tutto questo ha fatto per me il mio papà.
Ma so, che per il mio amore,
sta costruendo un mondo ancora migliore



Ingredienti 

Per la pasta frolla
  • 250 g di farina 00
  • 100 g di burro
  • 100 g di zucchero
  • 1 uovo
  • Un pizzico di sale
  • Un cucchiaino di lievito per dolci
  • Una bustina di vanillina
Per il lemon curd
  • 2 uova
  • 60 g di burro
  • 170 g di zucchero
  • 2 limoni 
  • 1 cucchiaino di fecola di patate 
Preparazione

Per la pasta frolla: Lavorate il burro morbido con lo zucchero, aggiungete l'uovo leggermente sbattuto, la farina, il sale, la vanillina e il lievito per dolci.
Impastate bene il tutto fino a quando non avrete ottenuto un panetto omogeneo (ma attenzione a non lavorare troppo la frolla perche altrimenti rischiate di non riuscire a stenderla dopo perché l'impasto sarà troppo friabile).
Lasciatela riposare in frigorifero per almeno 1 ora coperta con della pellicola trasparente.
Stendete la frolla in una teglia foderata con della carta da forno e bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta. 
Ricoprite con dei legumi che facciano peso durante la "cottura in bianco", e fate cuocere in forno a 180°C per 20 minuti.
Lasciate raffreddare e preparate la crema.

Per il lemon curd: grattugiate la buccia dei due limoni precedentemente lavati e asciugati e filtratene il succo.
Fate fondere il burro a bagnomaria, aggiungete il succo e la buccia dei limoni, lo zucchero, la fecola di patate e le due uova intere.
Fate cuocere a fiamma dolce mescolando continuamente con delle fruste fino a quando la crema inizierà ad addensarsi e nel caso si formino dei grumi, passatela al mixer.
Lasciate raffreddare completamente.

Versate il lemon curd nella crostata, decorate con qualche fragola o fettina di limone e lasciatela riposare in frigorifero. 
Il giorno dopo è ancora più buona!





giovedì 16 marzo 2017

Plumcake allo yogurt con gocce di cioccolato


Lo sentite questo profumo nell'aria?
No non è il plumcake allo yogurt e gocce di cioccolato appena sfornato per la colazione di domani, è profumo di primavera, di boccioli di rose, mimose e margherite, tulipani  e fiori di ciliegio che timidamente iniziano a fare capolino e a colorare la natura.

Stamattina sono andata a fare un giretto al parco.
Cercavo ispirazione per la tesi, e stando a quanto accaduto due anni fa, mi sono resa conto che è quando nuoto o quando corro e sono all'aria aperta che mi vengono le idee migliori.


Quando scrivo sto bene, dò libero sfogo a quello  che mi scorre dentro e che non riuscirei a spiegare.  
È come se volessi dipingere con le parole ciò di cui scrivo, come se in questo modo potesse vivere e non restare solo un segno nero su carta bianca.
Forse è per questo che correre o passeggiare all'aria aperta rappresentano momenti così produttivi, soprattutto in questa stagione.
Quando corro o faccio sport mi sento viva, mi sento libera, energia pura.
 Sorrido mentre corro e non sento la fatica. 
È come quando nuoto con papà: le prime vasche sono tremende ma dopo qualche bracciata non vorresti più fermarti, lo fai per principio dopo un'ora per non scioglierti in mezzo al cloro!


Respirare la primavera, annusare i suoi profumi, emozionarmi per i suoi colori e questa rinascita, non potrebbe essere momento migliore per cogliere l'essenza della vita, in tutto il suo splendore, che alla fine è proprio il succo della mia tesi.
Cammino, fotografo, chiudo gli occhi e mi lascio accarizzare dal sole tiepido prima di continuare il mio giro e andare a salutare la nonna.
Le mie Superga bianche si perdono in mezzo alle margherite che punteggiano il prato, si muovono svelte, non vogliono sapere di stare ferme.
Tra poco,  quando farà più caldo, al posto delle scarpe da tennis, saranno un paio di scarpe da corsa tutte colorate a solcare il selciato.
E come due anni fa tornerò a correre e a sentire la natura scorrermi accanto,  la vita e l'energia esplodermi attorno, e la tesi scriversi da sé, sperando di poterne essere orgogliosa oggi come due anni fa. 


Per le prime colazioni di primavera ho pensato a un dolce soffice e goloso ma sano e nutriente.
Un classico dei classici che mescola la morbidezza della torta paradiso con la cremosità dello yogurt (ne ho usato uno speciale e buonissimo che potete trovare qui) e la golosità delle gocce di cioccolato...buonissimo!!
Ecco la ricetta!


Ingredienti 
  • 150 g di farina 00
  • 50 g di fecola di patate 
  • 200 g di yogurt (quello che preferite)
  • 3 uova
  • 100 ml di olio di semi 
  • 160 g di zucchero 
  • 100 g di gocce di cioccolato fondente 
  • Una bustina di vanillina 
  • Una pizzico di sale 
  • Una bustina di lievito per dolci 
Preparazione 

In una ciotola montate lo zucchero e le uova fino a quando otterrete un composto spumoso, soffice e chiaro.
Versate l'olio a filo continuando a mescolare.
Setacciate la farina, la fecola, il sale, il lievito e la vanillina e aggiungete due cucchiaiate al composto liquido.
Unite lo yogurt e la restante farina, mescolate bene il tutto, aggiungete le gocce di cioccolato leggermente infarinate  (per evitare che cadano sul fondo) e versate il composto in uno stampo unto e infarinato.
Fate cuocere in forno già caldo a 180°C per 30 minuti.
Lasciate raffreddare e decorate con lo zucchero a velo. 

 






lunedì 13 marzo 2017

Girandole di pizza



Quando ero bambina il nonno mi aveva regalato una girandola tutta colorata da mettere nell'orto. 
Diceva che così i pomodori crescevano prima perché i colori della girandola illuminavano le piantine più del sole.
Lui vangava, io osservavo ammaliata quell'arcobaleno vorticoso, seduta in mezzo ai cespi di insalata con il mio vestitino azzurro tempestato di margheritine.
Oggi purtroppo, non ho più una girandola da contemplare o da usare come scettro magico, ma la fantasia non mi ha abbandonato: ora sono io che regalo al nonno una girandola,  ma con all'interno i suoi pomodori e un goloso profumo di pizza.  


Ingredienti
  • Un rotolo di pasta sfoglia rettangolare
  • Passata di pomodoro q.b.
  • 3-4 mozzarelline
Preparazione 

Stendete la sfoglia sulla sua carta da forno e dividetela in nove rettangoli.
In ogni rettangolo praticate delle leggere incisioni lungo le diagonali.
Stendete al centro un cucchiaino di passata di pomodoro e formate la girandola ripiega do verso il centro uno dei vertici dei triangoli formati, alternandoli.
Disponete al centro della girandola mezza mozzarellina e fate cuocere in forno già caldo a 180°C per 30 minuti.



martedì 7 marzo 2017

Crostata alla marmellata di fragole


Marzo è arrivato e con lui i primi raggi di sole primaverili.
Così come amo le giornate autunnali di novembre e dicembre in cui il clima si fa sempre più freddo, la nebbia ci avvolge come una coperta durante giornate che si accorciano sempre di più evocando il tepore casalingo, adoro anche la rinascita primaverile.
Forse anticipando un pò il corso delle stagioni, gli ultimi giorni di febbraio ci hanno regalato i primi germogli, giornate più lunghe e un clima più mite (tanto che da temeraria, mi sono permessa di mettermi a prendere il sole in quasi tenuta da sci, prendendomi ora le conseguenze di un colpo di freddo alla gola...maaa in compenso mi sono venute le lentiggini sul naso!!!).
Nel prato sono spuntate le prime margherite, i non-ti-scordar-di-me picchiettavano di azzurro le colline delle Langhe di cui ho fatto un breve tour con i miei genitori lo scorso weekend; 
anche i ciliegi selvatici del parco si sono riempiti di boccioli rosa che a breve andranno a formare una fluttuante, profumata e morbida coperta colorata, richiamo di migliaia di api e insetti.
tutto si fa più luminoso, più verde, più caldo e dopo l'entusiasmo di dicembre e del Natale che negli ultimi due mesi è andato via via un pò spegnendosi, questa ondata di positività e magia, di rinascita e nuova vita dopo il letargo invernale, è proprio quello che serve per uscire dalla grigia monotonia che si era creata. 

 Tuttavia, a parte questo bucolico idillio di primavera, devo ammettere che negli ultimi quattro giorni io non sono riuscita a godermi gli effetti di questa ventata di aria nuova: ahimè l'influenza costringe in casa.
Ma dovrebbe durare ancora poco! 
Anche perchè per una persona iperattiva e tuttofare come me, che starebbe all'aperto e in movimento tutto il giorno, che si deprime con la monotonia, trascorrere giornate intere da sola tra letto e divano a fare maratone di film e libri, non è prorpio il massimo della gioia.
Devo ammettere che quando ero bambina, avere l'influenza era tutta un'altra cosa.
Certo, non era bello dover prendere antibiotici amari per far guarire la tonsillite, o fare fumini e aerosol per far passare il raffreddore, o dover mettere l'ovatta nelle orecchie per curare l'otite e doversi guardare i cartoni animati con 38.5 di febbre, però trascorrere qualche giorno a casa da scuola, con la mamma che prendeva ferie apposta per stare con me, noi due, e comunque divertici a fare i puzzle o i lego, nonostante le placche in gola, era davvero una pacchia.
Così come anche con la nonna.
Il papà mi portava la mattina presto da lei, prima di andare a lavorare, e io restavo con i nonni tutto il giorno, fino a quando non veniva a riprendermi.
Disegnavamo, leggevamo i libri di favole per farmi addormentare, mi prendevo qualche sgridata quando iniziavo a fare la pizza pazza mandando farina ovunque, e poi cucinavamo insieme.
E anche in questi giorni, per vincere la noia dell'influenza-da-adulti, ho deciso di preparare il dolce più semplice che profuma di casa, famiglia...e primavera.


 Ingredienti

  • 300 g di farina 00
  • 120 g di burro
  • 120 g di zucchero semolato
  • 2 uova (da cui togliere due cucchiai di albume)
  • un pizzico di sale
  • un cucchiaino di lievito per dolci
  • una bustina di vanillina
  • un vasetto di marmellata di fragole
Preparazione


Lavorate il burro morbido con lo zucchero, aggiungete le uova leggermente sbattute, la farina, il sale, la vanillina e il lievito per dolci.
Impastate bene il tutto fino a quando non avrete ottenuto un panetto omogeneo (ma attenzione a non lavorare troppo la frolla perchè altrimenti rischiate di non riuscire a stenderla dopo poichè l'impasto sarà troppo friabile).
Lasciatela riposare in frigorifero per almeno un'ora coperta con della pellicola trasparente.
Ungete e infarinate uno stampo a cerniera di 24 cm di diametro. 
Stendete poco più di metà della pasta frolla ad uno spessore di 3-5 mm e con quanto avanza decorate a piacere la crostata dopo aver bucherellato il fondo con una forchetta e farcito con la marmellata di fragole (o quella che preferite).
Fate cuocere in forno già caldo a 180°C per  30 minuti e lasciate raffreddare completamente.






sabato 4 marzo 2017

Polpette di lenticchie e verdure con provola affumicata


La mia mamma è la regina delle polpette!
Rincasata dopo una giornata di lavoro, ha iniziato a spadellare con verdure, uova, formaggi e lenticchie...così, da non amante della carne, è riuscita ad accontentare anche me!
Erano buonissime, croccanti e dal sapore vellutato tipico di questi legumi di cui, dopo le feste di Natale, siamo invasi.

A volte mi capita di pensare a quando sarò mamma: mi chiedo se sarò in grado di crescere i miei figli come i miei genitori hanno cresciuto me e mia sorella, mi vedo accompagnarli all'asilo prima di andare al lavoro, guardandoli con apprensione le prime volte; magari piangeranno come facevo io oppure se ne andranno tranquilli a giocare come faceva mia sorella, chissà.
Mi vedo andarli a prendere dopo la scuola con i nonni o magari con il loro papà e un amico a quattro zampe, e tornare insieme a casa per fare merenda passando prima per il parco a fare una passeggiata e giocare all'aria aperta, dondolandoci sull'altalena.
Immagino il Natale da trascorrere tutti insieme, l'emozione nei loro occhi nello scrivere la letterina a Babbo Natale o la golosità dipingersi sul loro volto quando si accingeranno a scartare le uova di Pasqua, avidi di cioccolato e di scoprire quale sorpresa si nasconda.
Immagino tanti momenti, quelli che più nella mia vita mi hanno emozionata, ridipingersi nella vita dei mie figli, e nel bene e nel male, spero di riuscire ad essere per loro la mamma migliore che potrebbero avere, come la mia, come i miei genitori lo sono stati per me.
...e spero anche di riuscire a non deludere futuri bimbi e futuro marito nel settore culinario :p



Ingredienti


  • 250 g di lenticchie 
  • 1 patata piccola
  • 30 g di provola affumicata 
  • 40 g di parmigiano reggiano
  • 30 g emmental 
  • 2 uova
  • Peperoni e verdurine sottaceto 
  • Sale q.b. 
  • Pepe q.b.
  • Pangrattato q.b. 
  • Olio di semi per friggere q.b.

Preparazione

Fate lessare le lenticchie. 
Lasciatele raffreddare e frullatele nel mixer aggiungendo anche i formaggi grattugiati, le verdurine tritate, sale, pepe e l'uovo. Eventualmente potete aggiungere qualche spezia come il curry.
Mescolate bene il tutto e formate delle polpette ben sode (se l'impasto dovesse risultare troppo molle aggiungete del parmigiano grattugiato).
Passate ogni polpetta prima nell'uovo sbattuto, poi nel pangrattato e infine di nuovo nell'uovo.
Fatele friggere nell'olio ben caldo (oppure, per una versione light, in forno a 150°C per 45 minuti) e adagiatele su un foglio di carta assorbente.
Servitele tiepide con un'insalata mista.





giovedì 2 marzo 2017

Cookies con M&m's e cuore di Nutella



Quando ero bambina amavo il Carnevale. 
Negli anni '90 quasi tutte le bambine desideravano sentirsi per un giorno la Principessa Sissi, Sailor Moon, le Ballerine volanti e la settimana delle maschere rappresentava proprio l'occasione per trasformarsi nelle proprie eroine, far roteare scettri magici, diademi o vestiti da damine dalle ampie gonne colorate.
Ogni volta che andavo a fare la spesa con papà mi perdevo nella corsia dei giocattoli che si popolava di maschere di carnevale, coriandoli, stelle filanti. C'erano le maschere di Zorro e delle tartarughe Ninja prese d'assalto dai bambini, i magnifici abiti da Biancaneve o da Fata Turchina che tutte le bambine avrebbero voluto indossare.
Io però, nonostante amassi quella magia, avendo una nonna che è come la Fata madrina di Cenerentola, cercavo qualcosa di speciale, che restasse mio e che mi facesse davvero sentire un'eroina dei cartoni animati per un giorno.
Sailor Moon era la mia preferita e ricordo che un giorno mi stupì confezionandomi con le sue mani l'abito della guerriera che veste alla marinara.
Ero emozionatissima e con lo scettro che mamma e papà (oops, Babbo Natale) mi avevano regalato a Natale, trascorsi un Carnevale fantastico dove in realtà, la magia l'aveva realizzata la nonna.


A quattro anni invece, fu papà a stupirmi con un vestito da fata Primavera.
Non era il solito vestito azzurro con perline, brillantini o decori simili, era un vestito con il corpetto arancione e un'ampia gonna di tulle tutta colorata come l'arcobaleno. 
Un cappello che io avevo definito "a padella" con un gran fiocco completava l'abito rendendolo un'elogio della fantasia e dell'allegria.
Era davvero splendido e lo conservo ancora in qualche scatola; l'unico difetto è che papà lo aveva comprato di circa tre taglie in più e quindi ad ogni passo era un ruzzolone e, potrete ben capire che il tulle della gonna non ha resistito molto.


Oggi il Carnevale non è una festa che mi fa impazzire. 
Ho studiato il significato profondo di questa celebrazione, una festività triste e malinconica in realtà, perchè nel Medioevo era l'occasione per annullare le differenze sociali, capovolgere i ruoli, per sentirsi liberi da una vita fatta di sofferenze e stenti che dopo qualche giorno si sarebbe ripresentata con tutte le sue ingiustizie.
Anche in famiglia non è una festa molto sentita, soprattutto ora che non ci sono più bambini a rallegrare l'atmosfera. 
Quest'anno però ho deciso, all'ultimo, di realizzare almeno un dolcetto colorato da gustare in questi giorni, i cookies con m&m's e un cuore di Nutella (che la prossima volta sarà più abbondante, promesso!) di cui ho trovato la ricetta su questo fantastico blog.
Li prepariamo??


Ingredienti per 20 cookies

  • 200 g di farina 00
  • 140 g di zucchero semolato
  • 1 uovo
  • una bustina di vanillina
  • 2 g di bicarbonato
  • un pizzico di sale
  • 115 g di burro morbido
  • 125 g di M&m's
  • Nutella q.b.
Preparazione

In una ciotola setacciate la farina, il sale, il bicarbonato, la vanillina e aggiungete gli M&m's.
In un altro recipiente lavorate il burro morbido e lo zucchero con delle fruste fino a quando avrete ottenuto una crema.
Aggiungete anche l'uovo, mescolate e aggiungete gli ingredienti secchi.
Impastate bene fino a quando non avrete ottenuto un panetto omogeneo che dovrà riposare per almeno mezz'ora in frigorifero avvolto nella pellicola trasparente.
Prelevate un pochino di impasto e formate delle palline grosse come una noce da disporre (distanziate tra loro) su una teglia foderata con carta da forno. 
Fate un buchino al centro di ogni biscotto, riempitelo di Nutella e richiudetelo bene con altro impasto.
Fate cuocere in forno già caldo a 180°C per 10 minuti fino a quando i cookies non saranno dorati.
Non fateli cuocere più del dovuto! Quando li estrarrete dal forno saranno ancora molto morbidi ma tenderanno ad indurirsi in breve tempo mantenendo però la loro croccante morbidezza.




















lunedì 27 febbraio 2017

Torta salata al radicchio, gotgonzola, noci e pancetta


Ieri dopo tanto tempo, ho trascorso uma domenica fuori porta con mamma e papà.
Da molti mesi papà diceva, un pò per scherzo e un pò seriamente, che sarebbe stato bello fare una giro ad Alba.
Quando io e mia sorella an ora non eravamo nei loro progetti,  i miei genitori, ancora fidanzati, andavano spesso a fare gite con gli amici, in moto, nei borghi d'Italia. 
Papà sfrecciava in sella alla sua Honda e con la vecchia Canon immortalava i fantastici paesaggi e i momenti trascorsi all'insegna della spensieratezzacon la mamma e i suoi amici.
Anche oggi adorano fare queste gite, più tranquille certo, senza Honda,  ma sepreferisco con lo stesso entusiasmo, anche perché le occasioni per farle sono rare e quindi è meglio coglierle al volo!
...Devo avere ereditato questo entusiasmo per le gite fuori porta perché solo settimana scorsa ho praticamente trascinato il mio ragazzo e due suoi amici a visitare Bergamo Alta 😉 
Bhe,  anche lui concorda con me che ne è valsa davvero la pena!



Ieri invece dopo mesi di maltempo, lavoro ed esami, finalmente siamo riusciti a regalarci un tour delle Langhe visitando i vari borghi tra cui Alba, Neive, Grinzane di Cavour e Barolo, insomma un vero e proprio tour enogastronomico fuori stagione.

Il cielo era limpido, puntellato solo da qualche nuvola bianca; non faceva molto freddo, l'aria era proprio quella marzolina,  di quelle frizzanti ma riscaldate dal sole che ci rassicura del suo prossimo arrivo in tiepide giornate primaverili.
Salendo per i tornanti verso Grinzane di Cavour e poi attraverso le valli del Roero, vedevamo le colline immerse in una leggera foschia che tuttavia impediva di vedere le Alpi e il Monviso, trasformate in pregiate distese di viti che a settembre avrebbero prodotto il loro nettare pregiato e garantito lavoro alle numerosissime aziende agricole e vinicole del posto.



L'unica pecca della giornata è stato il pranzo. 
Appena partiti già ci immaginavamo gustare uno spezzatino al barolo con la polenta oppure delle tagliatelle al tartufo...no, nulla di tutto questo.
Alle 12 30 abbiamo lasciato Alba per cercare qualche ristorante tipico poco fuori la città,  ma ahimè erano tutti chiusi! 
C'erano agriturismi e aziende vinicole ad ogni curva ma nessuno era aperto.
E allora, alle 3, affamati, ci siamo ritrovati a mangiare un panino nell'unico e sovraffollato bar di Barolo.
Va bhe, poco male, è stato divertente alla fine, e ne abbiamo approfittato per visitare questo borgo medievale, piccolossimo ma molto caratteristico.
Inutile dire che una volta arrivati a casa, ci siamo buttati su questa torta salata al radicchio,  gorgonzola, noci e pancetta. 
Sembrava non mamgiassimo da mesi!! 
Ora lo so, viaggiare è appagante ma serve benzina...anche per il corpo :p


Ingredienti 
  • Un rotolo di pasta sfoglia rotonda 
  • 120 g di gorgonzola
  • 100 g di pancetta affumicata (tagliata tipo bacon)
  • 400 g di radicchio rosso
  • 30 ml di latte intero
  • 40 g di noci
  • Un cucchiaio di aceto balsamico
  • Un bicchiere di vino rosso (io ho usato un Dolcetto d'Alba)
  • Olio extravergine di oliva q.b 
  • Sale q.b 
  • Pepe q.b.
  • noce moscata q.b 
Preparazione

Lavate e asciugate il radicchio, tagliatelo a listarelle sottili e fatelo rosolare in padella con un cucchiaio d'olio e 50 g di pancetta tagliata grossolanamente.
Dopo qualche minuto sfumate con il vino e l'aceto balsamico, regolate di sale, pepe e fate cuocere senza coperchio fino a quando il radicchio non si sarà appassito.
Nel frattempo fate sciogliere il gorgonzola con il latte e aggiungete un pizzico di noce moscata.
Eliminate il liquido che si è formato durante la cottura del radicchio, disponetelo sulla pasta sfoglia che avrete steso in una tortiera coperta con della carta da forno, aggiungete le noci e disponete le fette di pancetta restanti lungo la circonferenza della torta in modo che restino sotto il bordo quando andrete a chiuderli.
Ultimate ricoprendo la superficie con la crema di gorgonzola, chiudete i bordi arrotolandoli su se stessi, spennellateli con un tuorlo d'uovo e fate cuocere in forno già caldo a 180°C per 30 minuti.
Consiglio di mangiarla tiepida :)