venerdì 20 ottobre 2017

Torta Camilla


Una delle cose che più amo dell'autunno sono le metamorfosi della natura e i suoi colori. 
Adoro correre al parco o passeggiare per le strade di Milano e sentire lo scalpiccio delle scarpe che si muovono su un tappeto di foglie colorate; amo vedere scorrere dal finestrino dell'auto 
gli alberi che giorno per giorno cambiano colore sfoggiando le sfumature più calde del giallo, dell'arancione e del rosso.
E mi piace andare a fare la spesa e sentire i profumi dell'autunno nel reparto frutta e verdura: le castagne, le zucche, la frutta secca, i funghi, l'uva e i primi mandarini, i melograni...sapori, colori e odori che sprigionano vitalità, che regalano l' essenza della stagione che nel suo torpore si rivela dispensatrice di allegria e caloroso conforto. 


Tra i colori più pittoreschi dell'autunno, l'arancione è sicuramente quello predominante: brilla, scalda, dipinge di luce le chiome degli alberi che nelle giornate più limpide si stagliano contro il cielo azzurro creando un contrasto cromatico davvero pittorico. 
Proprio per celebrare questo colore, oggi vi offro questa torta molto colorata, sana, vitaminica e golosa: la Torta Camilla, ossia le famose tortine di carote e mandorle che qui si sono unite in un bel plumcake.
Appena troverò lo stampino a mezza sfera mi riprometto di preparare le Camille originali! 
Ma ora, ricetta!


Ingredienti
  • 170 g di carote 
  • 130 g di farina 00
  • 130 g di zucchero 
  • 70 g di mandorle pelate oppure di farina di mandorle
  • 70 g di succo d’arancia
  • 60 g di olio di semi
  • 2 uova 
  • la buccia grattugiata di un' arancia
  • un pizzico di sale
  • 12 g di lievito in polvere per dolci
Preparazione

Pelate le carote e grattugiatele finemente, aggiungete l'olio e il succo d'arancia, quindi frullate tutto in un mixer fino ad ottenere un purè.
Montate le uova con lo zucchero e la scorza d'arancia (precedentemente lavata e asciugata); dovrete ottenere un composto chiaro e spumoso.
Aggiungete le mandorle tritate finemente, mescolate e incorporate anche il purè di carote.
Amalgamate bene il tutto e infine aggiungete la farina setacciata con il lievito per dolci e il sale. 
Mescolate bene e versate il composto in uno stampo per plumcake (o se lo avete nello stampino a mezze sfere o dei muffins) unto e infarinato. 
Fate cuocere in forno pre riscaldato a 180°C per 20 minuti e lasciate raffreddare.
Se siete golosi come me, potete decorare la superficie del dolce con una bella colata di cioccolato bianco. 
Buonissimo!!




mercoledì 4 ottobre 2017

Double chocolate muffin con cuore fondente



Siamo entrati ufficialmente in uno dei periodi dell'anno che preferisco!!
 Ottobre è arrivato portando con sè il primo fresco senza abbandonare il sole caldo di settembre... e infatti la mattina, dopo la sudata notturna sotto il lenzuolo con tre coperte - perchè in questo periodo anche per dormire bisogna adottare il "metodo cipolla"- la scelta del vestiario è ardua. 
Jeans o vestito? 
Bhé se scelgo un vestito allora devo per forza mettere dei collant, oppure faccio la temeraria, spero che il clima sia clemente ma devo per forza mettere delle ballerine o delle scarpe aperte, o chiederne un paio in prestito a mia sorella che esasperata dopo l'ennesima, innocente richiesta, cederà per disperazione. 
Però poi magari piove e mi si inzuppano le sue scarpe...forse meglio i jeans con le mie scarpe da ginnastica in attesa di recuperare quelle invernali sistemate chissà dove.




E sopra? Magliettina carina? Troppo freddo... Camicia? Troppo seria... Maglioncino?... eh dai, forse...ma poi sudo! 
Va be, facciamo che intanto resto in pigiama ancora un pò, poi ci penso... ma tanto devo andare in palestra e quindi un paio di leggins e una felpa comoda per ora andranno bene!
Però, questa settimana, a causa di una contrattura sono a riposo forzato dall'attività sportiva (il che per me è una tortura) e certo la tesi ormai conclusa non la rileggo vestita di tutto punto! 
Quindi, in questo periodo così magico e colorato, ma anche tanto contorto che mi fa effetto "stream of consciousness" come avete ben potuto leggere e come ben sa quel sant'uomo del mio ragazzo, l'unica soluzione è...pigiama!!!!



No, scherzo!
E' vero che amo sentirmi comoda ma sono pur sempre una ragazza, e anche una presenza curata è importante e anche gratificante per se stessi. 
Mi piace prendermi cura di me, coccolarmi ogni tanto: rilassa e non fa altro che giovare a se stessi.
Soprattutto ora che inizia il freddo, abbiamo ancor più bisogno di prenderci cura di noi stessi, dentro e fuori. 
Un vizio ogni tanto, non fa male, e non parlo solo della presenza, ma anche di quei piccoli peccati di gola di cui oggi troppo spesso, vittima delle mode o di dolori che non riescono ade essere esternati, ci si priva e che invece, ogni tanto ci si dovrebbe concedere per godere ancora di più della bellezza delle piccole cose e dei piaceri che la vita offre, che si tratti di frivolezze o di cose della massima importanza. 



Sono le piccole grandi cose che appartengono ad una vita, la nostra vita, a cui danno ancora più sapore, più gaiezza e delle quali costringersi a rinunciare senza un vero motivo, non è altro che una ingiusta privazione che non farà altro che acuire un senso di tristezza che renderà i nostri giorni grigi. Perchè quindi se il sole è cosi bello? 
Perchè preferire nuvole nere ad un risveglio luminoso anche nella più fredda giornata invernale? 
Le rinunce, come le conquiste sono importanti, ma vanno fatte con criterio, perchè esagerare, come al solito, significa fare torto alla vita, quando invece amarla e prendersene cura è la cosa più importante che possiamo fare per noi stessi.
Detto questo, vi lascio concedendomi un bel tè caldo e un muffin al doppio cioccolato con cuore fondente di cui vi lascio la ricetta ispiratami da Sara del blog In cucina con Giada e Sara.


Ingredienti per 12 muffin
  • 160 g di farina 00
  • 130 g di zucchero
  • 40 g di cacao amaro
  • due cucchiaini di lievito per dolci
  • una bustina di vanillina
  • un pizzico di sale
  • 80 ml di olio di semi
  • 80 ml di yogurt bianco
  • 80 ml di latte
  • 1 uovo
  • 180 g di cioccolato fondente (o al latte)
  • 12 pezzetti di cioccolato bianco
Preparazione

Setacciate insieme tutti gli ingredienti secchi e lasciateli da parte.
Sbattete l'uovo, il latte, lo yogurt, l'olio e aggiungete gradualmente gli ingredienti secchi. 
Mescolate bene e aggiungete le gocce di cioccolato.
Mescolate nuovamente e riempite gli stampini per muffin (unti e infarinati se non avete dei pirottini) per 2/3.
Disponete un cubetto di cioccolato bianco al centro di ogni muffin e coprite ciascuno di essi con un cucchiaio dell'impasto rimanente. 
Fate cuocere in forno caldo a 180°C per 20 minuti e serviteli tiepidi in modo che il cuore al cioccolato bianco resti cremoso.




venerdì 22 settembre 2017

Torta di mele e frutta secca di inizio Autunno


Questa torta profuma di autunno. 
Ma non solo di autunno, questo dolce in realtà profuma di casa, profuma di genuinità, di dolcezza, di amore, di famiglia, di pomeriggi oziosi e divertenti.
Chi lo ha detto che una torta di mele deve per forza profumare di mele? 
Certo, le fragranze che si sprigionano durante la cottura di questo dolce tanto speciale sono invitanti e avvolgenti, ma gli odori, sono qualcosa di più di una percezione olfattiva.


I profumi, le essenza, ogni odore, è un ricordo.
Poco prima di preparare questa torta, mentre passeggiavo per le vie del paese, ho sentito due signore anziane parlare proprio di odori.
"Ti ricordi quando da bambine mangiavamo il minestrone? La stanza si riempiva di profumi, si riusciva a distinguere l'odore della carota da quello dei legumi o della zucca...ora non si riesce più a sentire niente. Le verdure, la frutta non hanno più nessun odore..." 
Pensandoci bene è vero: noi nuove generazioni pensiamo di conoscere quale sia il profumo delle mele, per esempio, ma quando ascoltiamo i nonni raccontare di quando andavano nelle campagne a raccoglierle direttamente dall'albero, quello che descrivono è molto lontano dalla fragranza che conosciamo noi.


Ed è bello allora immaginare attraverso i loro ricordi, l'odore vero della frutta, della verdura, della natura che inizia a prepararsi al letargo colorandosi di calde tonalità arancioni. 
Quando passo davanti alla bottega del panettiere per esempio, ogni volta che sento odore di pane appena sfornato, mi ricordo quando da bambina la mamma veniva a prendermi all'asilo e sulla strada di casa, ci fermavamo là a prendere la merenda. 
Sfogliando un vecchio libro di favole ritrovato tra gli scaffali della cameretta di papà a casa dei nonni, ricordo quando la nonna mi leggeva Biancaneve e i sette nani per farmi addormentare.
E quando in montagna, in estate, sento odore di erba tagliata, ricordo le giornate intere trascorse a rastrellare tutti insieme, a lanciarmi insieme ai miei cuginetti sui mucchi di fieno appena raccolti, oppure i pomeriggi con mamma e papà alla fattoria di Gudo Visconti a dare da mangiare alle mucche e poi le merende a casa della zia. 
E oggi, quando sforno una torta di mele come questa, chiudo gli occhi, immagino i luoghi che mi piacerebbe visitare, come le foreste canadesi o scandinave, i paesaggi altoatesini, le mie montagne; e poi i luoghi in cui ho vissuto dove vorrei restare, con le persone che amo. 
Apro gli occhi e mi lascio avvolgere dal profumo delle mele, dall'essenza della cannella, dall'aroma goloso del burro e dello zucchero.


E mentre in un pomeriggio piovoso di fine settembre preparo questa torta e metto a bollire l'acqua per il te, guardo le foglie del noce ingiallire, la quercia colorarsi di mille sfumature di rosso, la pioggia picchiettare sulla finestra e infine lo squillo del timer che mi avverte che è ora di sfornare la torta.
E allora..."famiglia, il tè è pronto!"
Ecco questo è il mio inizio di autunno.


Ingredienti (per uno stampo a cerniera di 20 cm di diametro)
  • 200 g di farina 00
  • 80 g di frutta secca 
  • 40 g di uvetta
  • 3 uova
  • 150 g di zucchero semolato
  • 80 ml di olio di semi
  • una bustina di lievito per dolci
  • una fialetta di aroma di mandorla
  • 4 mele rosse
  • 3 cucchiai di zucchero + mezzo cucchiaino di cannella per decorare
Preparazione

Lavorate le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungete l'olio a filo e l'aroma alla mandorla, continuante a mescolare e amalgamateli bene al composto.
Unite la farina setacciata con il lievito, la frutta secca tritata grossolanamente, l'uvetta e tre mele precedentemente sbucciate, tagliate a tocchetti. e leggermente infarinate per evitare che in cottura cadano sul fondo.
Mescolate bene il tutto e versate il composto nella tortiera imburrata e infarinata. 
Lavate e asciugate una mela, tagliatela a fettine e disponetele a cerchi concentrici, con la buccia rivolta verso l'alto, sulla superficie della torta.
Spolverate tre cucchiai di  zucchero aromatizzato alla cannella sulla superficie del dolce e infornate a 180°C per 45 minuti.
Sentirete che profumino!




martedì 19 settembre 2017

Crostata rustica alle nocciole con crema al rosmarino e fichi



A Milano l'estate ormai è volata via.
Passeggiando per le vie del paese durante la festa patronale, già si respira l'odore intenso delle caldarroste, i primi cappottini iniziano a fare capolino e le calde giornate di qualche mese fa hanno lasciato il posto a mattinate fresche e piogge insistenti che invogliano a stare chiusi in casa a bere tè caldo, facendo puzzle e preparando torte golose, avvolta dalle essenze delle mie adorate candele profumate (che qualcuno odia :P).


Passeggiando in Parco Sempione, ci si accorge di come gli alberi stiano già cambiando abito: gli aceri, i faggi, le querce, si colorano di calde tonalità autunnali, ricoprendo il prato e i sentieri di un vivace tappeto di foglie.
Il mio cappottino rosso è già pronto nell'armadio: aspetta di essere indossato per scaldarmi durante le fredde e magiche atmosfere di questo autunno che ci sta venendo incontro.
Ottobre, Novembre, Dicembre: mesi apparentemente freddi, ma che io trovo i più caldi di tutti. Aspetto tutto l'anno il loro arrivo: l'atmosfera che si respira e si vive, con le luci, i colori, le piccole cose che fanno assaporare ancora di più la semplice ricchezza di questo periodo, dallo stare semplicemente in casa con i propri cari durante una domenica di pioggia, al passeggiare per le vie della città o per i sentieri di montagna respirando l'aria pungente che viene poi sostituita da quell' intenso odore di legna bruciata, che riscalda durante le sere davanti al camino, sono alcuni tra gli aspetti che più amo di questa stagione.


Prima di lasciarci però, questo settembre ci delizia con i suoi doni che io ho usato per preparare questa crostata dai bordi imperfetti ma davvero rustica, profumata, golosa e autunnale. 
Grazie ad una produzione inaspettata del nostro albero, i fichi quest'anno sono stati abbondanti e dolcissimi; il loro sapore mieloso si abbina perfettamente con quello più speziato del rosmarino, usato per aromatizzare la crema pasticcera, e con quello delicato delle nocciole che rendono ancora più croccante e gustoso il guscio di pasta frolla che racchiude questo capolavoro di fine estate ed inizio autunno. 
(La ricetta originale di questa fantastica torta la potete trovare qui)


Ingredienti 

Per la pasta frolla alle nocciole


  • 230 g di farina
  • 110 g di burro a temperatura ambiente
  • 50 g di nocciole tritate
  • 100 g di zucchero
  • 2 uova
  • ½ cucchiaino di sale  


  • Per la crema pasticcera al rosmarino
    • 250 ml di latte intero
    • 2 cucchiai di zucchero semolato
    • 1 cucchiaio di fecola di patate
    • 1 uovo intero
    • 2 rametti di rosmarino (lavati e asciugati)
    Per lo sciroppo di fichi
    • 2 cucchiai di miele millefiori
    • 1 fico maturo
    Per la decorazione
    • 10 fichi
    Preparazione 

    La pasta frolla: Setacciate la farina con lo zucchero e il sale, unite le nocciole tritate finemente e aggiungete il burro morbido a pezzetti. Amalgamate gli ingredienti fino a formare un composto bricioloso e unite anche le uova leggermente sbattute. 
    Impastate bene il tutto e formate un panetto che lascerete riposare in frigorifero avvolto nella pellicola trasparente per almeno un'ora.
    Stendete la frolla e foderate uno stampo a cerniera unto e infarinato. Livellate bene i bordi e bucate la superficie con i rebbi di una forchetta. 
    Con la frolla avanzata potete ricavare dei biscotti da usare come decorazione finale.
    Appoggiate un foglio di carta da forno con dei pesetti  (per esempio dei legumi secchi) sopra alla superficie della frolla e fate cuocere in forno caldo a 160°C per 20 minuti. 
    Sfornate e lasciate raffreddare.
    La crema pasticcera: Fate bollire il latte in un pentolino insieme ai rametti di rosmarino. Spegnete il fuoco, lasciate in infusione qualche minuto, quindi togliete il rosmarino.
    Aggiungete l'uovo, lo zucchero e la fecola di patate; rimettete sul fuoco e sbattete il composto con delle fruste per non lasciare che si formino grumi. Lasciate addensare la crema per circa 7 minuti, spegnete il fuoco e lasciate raffreddare completamente coperta con della pellicola trasparente.
    Lo sciroppo di fichi: In un padellino unite due cucchiai di miele (io ho usato quello di acacia) con un fico maturo (lavato e asciugato) ridotto a pezzetti. 
    Fate cuocere per qualche minuto, finchè il miele si sarà amalgamato con il fico formando uno sciroppo che dovrete filtrare con un colino per eliminare i semini del frutto.
    Assemblamento e decorazione della torta: Riempite il guscio di pasta frolla con la crema pasticcera, livellate bene la superficie e decorate con i fichi (lavati e non sbucciati) tagliati a "rondelle" e i biscotti.
    Irrorate con lo sciroppo al miele e fichi e lasciare riposare per almeno 20 minuti prima di servire.










    sabato 9 settembre 2017

    Zuppa al pomodoro


    Primo giorno di pioggia dopo una settimana di rientro in città; e va be, mettiamoci l'anima in pace, l'estate è quasi finita ormai e le foglie degli alberi iniziano già a dorarsi.
    L'autunno è alle porte ormai, con i suoi profumi, i suoi colori, le sue giornate uggiose e nebbiose, i cappotti e le sciarpe colorate in vista dell'inverno, la nebbia che avvolge le case dai camini fumanti e gli alberi che si svestono per apparire nuovamente rigogliosi e verdi tra qualche mese.
    Ma l'autunno è anche in cucina!
    Castagne, fughi, mele, cachi, uva, zucca, frutta secca, cioccolato...tanti, tantissimi profumi e sapori che scaldano la pancia ma sopratutto il cuore. Si, perchè una delle piccole grandi cose che amo, è anche chiudermi in cucina quando fuori piove preparando soprattutto dolci, ma anche piatti golosi, da gustare in compagnia. 
    Adoro prepararli da sola, ma insieme alle persone che si amano; hanno quell'ingrediente in più che trasforma in una favola anche il piatto peggio riuscito...o almeno, sicuramente lo renderà un assaggio su cui riderci sopra! :P
    Visto che l'estate ci sta salutando lasciando il posto al mio adorato autunno, vi lascio una ricetta che mette d'accordo entrambe le stagioni: la zuppa al pomodoro!!!


    Ingredienti (per quattro persone)

    • 1,5 kg di pomodori
    • 30 g di olio extravergine di oliva
    • uno spicchio di aglio
    • 1 cipolla
    • un bicchiere di passata di pomodoro
    • un cucchiaino di paprika dolce (o curcuma se preferite)
    • brodo vegetale q.b.
    • qualche foglia di basilico fresco
    • 2 cucchiai di latte
    • 4 cucchiai di ricotta vaccina per guarnire
    • 8 fette di pane raffermo
    Preparazione

    Tritate la cipolla finemente e fatela appassire con uno spicchio d'aglio e l'olio in una casseruola.
    Quando la cipolla sarà cotta eliminate l'aglio e aggiungete i pomodori già lavati e tagliati in quarti insieme alla parika dolce. Fate insaporire e mescolate.
    Unite la passata di pomodoro, aggiungete qualche mestolo di brodo vegetale e portate a bollore. Abbassate la fiamma e fate cuocere coprendo la pentola con il coperchio, fino a quando i pomodori saranno diventati teneri. Aggiungete il latte e frullate il tutto fino ad ottenere una crema omogenea e densa. 
    Intanto preparate dei crostini di pane facendolo insaporire in una padella antiaderente unta con un pò di olio extravergine e uno spicchio d'aglio. Lasciate insaporire il pane fino a quando non avrà iniziato a dorarsi, eliminate l'aglio, e aggiungete un pizzico di sale e del rosmarino per dare un tocco di sapore in più ai vostri crostini.
    Regolate la zuppa di sale e pepe, servitela in quattro ciotole e guarnite ciascuna con un cucchiaio di ricotta, le foglioline di basilico fresco (lavato e asciugato) e i crostini di pane.
    Potete gustare la zuppa anche fredda.





    lunedì 14 agosto 2017

    The Original New York Cheesecake


    Eccomi!
    Dopo qualche settimana di silenzio (e relax) sono tornata!
    In realtà non sono ancora completamente tornata, nel senso che sono ancora in vacanza per qualche giorno e quindi approfitto di quest’ultima settimana di sole cocente e acqua cristallina per fare scorte di energia e vitalità in vista di un autunno ed un inverno pieni di novità e tantissima voglia di fare, di mettermi in gioco, di realizzarmi, ma soprattutto di abbandonare l’ansia snervante che mi aveva accompagnato all’inizio di questo 2O17, per vivere serenamente e con il giusto equilibrio psicofisico, ogni singolo istante, ogni evento, ogni giorno, ogni battito e ogni respiro di vita, dedicandomi con tutta me stessa e l’entusiasmo che mi è possibile e già da qualche tempo sta tornando a esondare, a me e alle persone che amo.


    Ho voglia di iniziare a fare nuove esperienze nell’ambito lavorativo, di cimentarmi nell’ambito delle risorse umane perché,  paradossalmente, benché la questione “cosa farai da grande” mi abbia spesso messo in difficoltà, nonostante sin dal liceo avessi le idee piuttosto chiare su ciò che mi sarebbe piaciuto diventare, la questione mi ha afflitto non poco negli ultimi tempi, ma questo ambito mi è parso un giusto e motivante compromesso.


    Prima di intraprendere il mio percorso universitario in Filosofia, studiai il più possibile per superare i test di medicina; mi sarebbe piaciuto diventare medico, ma forse non abbastanza da riprovare dopo aver fallito una volta. Sono troppo emotiva, sensibile ed impressionabile e dentro di me, gli ultimi due anni di liceo era maturato un forte interesse per la filosofia e la psicologia. Mi affascinava soprattutto l’esistenzialismo, la complessità e la profondità di quei ragionamenti che mi toccavano nel profondo e decisi che quella sarebbe stata la mia strada. Volevo laurearmi discutendo una tesi in cui filosofia e psicologia si univano nell’affrontare e approfondire il discorso sui disturbi del comportamento alimentare, e ci riuscii portando davanti ad una commissione un elaborato che scrissi in un mese e di cui andrò sempre fiera.


    Continuai la specialistica in scienza filosofiche, un po’ demoralizzata perché nel frattempo avevo appreso che il mio progetto di inserirmi in un’equipe di medici che si occupano di queste patologie, in veste di mediatore tra le pazienti (o meglio,  i pazienti, perché ahimè oggi i DCA affliggono entrambi i sessi in un numero sempre maggiore), psichiatri e dietisti. 
    Purtroppo, benché come mi disse una dottoressa, queste figure siano fondamentali nel trattamento dei DCA proprio perché inizialmente la delicata e fragile situazione in cui vertono i pazienti sia molto precaria e la diffidenza nei confronti di chi vuole aiutarli a guarire sia un ostacolo enorme da superare, i finanziamenti per tali progetti non sussistono.


    Non abbandonerò il mio progetto, magari in un futuro potrei essere comunque d’aiuto con i miei lavori, ma ora, una volta conclusa la tesi specialistica in merito alla schizofrenia alla luce dell’antropanalisi di Binswanger e la sua espressione nell'arte e nella matematica ( sto leggendo ora la biografia su John Nash, un personaggio che stimo molto, una personalità difficile, apparentemente ruvida e magari insopportabile, ma leggendo questo libro, si comprende l'enorme sofferenza e l'immensa sensibilità del genio dei numeri, di questa Beautiful Mind) che mi sto accingendo a terminare,  sento il bisogno di intraprendere una nuova strada in cui umanità, psicologia, etica e diritti umani sono comunque presenti. 

    Il mondo delle risorse umane mi è parso un ottimo compromesso: benché ultimamente la realtà del lavoro e la sua incertezza per noi nuove generazioni mi abbia abbastanza angosciato (come ahimè succede a molti miei coetanei), ho sempre creduto che il lavoro debba essere un diritto che non deve essere negato a nessuno. 
    Ogni persona, ogni candidato, ogni potenziale collega e lavoratore, va rispettato e sin dall’inizio valutato per i suoi meriti; sono questi che vanno riconosciuti e premiati, sono le capacità di ognuno che vanno coltivate e potenziate affinché colui che è stato ritenuto idoneo ad intraprendere quell’impiego, possa eccellere e sentirsi realizzato senza frustrazioni inutili o pressioni esagerate.



    Credo nella meritocrazia,  nella realizzazione di se stessi in un mestiere che sia coinvolgente, istruttivo, occasione di crescita personale e professionale, lontano da qualsiasi tipo di alienazione, poiché è esso stesso la nostra primaria fonte di sostentamento materiale ma anche psicologico. 
    È un tassello fondamentale della nostra esistenza, che va coltivato e di cui prendersi cura come se fosse una parte di sé; perché effettivamente questo è, il pezzo iniziale del puzzle che permetterà di unire tutti gli altri permettendoci di crescere in modo sano, adulto, responsabile, autonomo, indipendente  che un giorno ci consentirà di iniziare a costruire una famiglia nostra, ramo svettante di quell' albero che affonda nel terreno le sue possenti radici che mai verranno estirpate.
    Ho voglia di intraprendere questa nuova strada, ho voglia di fare tante cose, e piano piano ve le racconterò.
    Ma lavoro e università a parte, la mia “mezza mela”, la mia famiglia, i viaggi, me stessa, lo sport e ovviamente il blog con le sue ricette, i racconti e la fotografia, saranno imprescindibili tasselli della mia quotidianità.


    E ora, dopo tante parole, vi addolcisco con la torta del mio quarto di secolo, la New York Cheesecake dei miei 25 anni che appena tornerò a Milano rifarò  (con teglie e dosi più appropriate rispetto a quelle che avevo in montagna 😅). La forma non sarà stupenda ma il sapore vi assicuro che era delizioso.
    (Trovate la ricetta originale qui).


    Ingredienti

    Per la crosta

    300 g Biscotti Digestive
    80 g Burro fuso
    Un pizzico di cannella in polvere
    un cuccchiaino di miele di acacia

    Per la crema

    400 g Formaggio spalmabile fresco tipo Philadelphia
    300 g Ricotta
    200 g Zucchero Semolato
    150 ml Panna Fresca
    40 g Yogurt Intero bianco
    4 Uova
    1 scorza grattugiata limone
    Una bustina di vanillina
    Una cucchiaio di farina bianca

    Per il topping

    150 g confettura di frutti di bosco
    250 g frutti di bosco freschi

    Preparazione

    La crosta: in una ciotola mescolate i biscotti finemente tritati, con la cannella, il miele, il burro fuso e lavorate il tutto con una mano fino ad ottenere un composto omogeneo.
    Distribuite il composto in uno stampo da 20-22 cm precedentemente imburrato, compattatelo e create i bordi premendo con le dita lungo le pareti. Fate riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.

    La crema: amalgamate in una ciotola il philadelphia, la ricotta, lo yogurt, lo zucchero, la scorza di limone e la vanillina. Aggiungete un uovo per volta, la panna e per ultima la farina. Scaldate il forno a 160°.
    Versate la crema nello stampo e cuocete per 55 minuti, continuando a cuocere per gli ultimi 5 minuti con lo sportello del forno acceso per far uscire il vapore.
    Sfornate il cheesecake e lasciatelo raffreddare per almeno 3-4 ore.
    Farcitelo con la confettura e i frutti di bosco freschi, lavati e asciugati.
    Toglietelo dal frigo e fatelo riposare per 20 minuti a temperatura ambiente prima di servire.



    mercoledì 26 luglio 2017

    Crostata agli amaretti con crema frangipane e pesche caramellate


    Sto assaporando ogni attimo di questa nuova estate, una stagione che profuma di allegria, calda come l'amore delle persone che ti fanno stare bene, spontanea come i sorrisi sbocciati all'improvviso e divertente come le risate scoppiate senza un motivo.
    Sto scrivendo la tesi, o meglio l'ultimo capitolo di un lavoro che discuterò a dicembre e che oscilla tra la filosofia, la psichiatria, l'arte e la matematica.
    Una tesi complessa, che non credevo di riuscire a scrivere, ma che mi sta sorprendendo e gratificado quasi quanto quella scritta per la laurea triennale e che resterà sempre la mia soddisfazione più grande.


    Da qualsiasi lavoro però bisogna trovare anche un attimo di tregua per riposarsi e tornare ancora più attivi e produttivi di prima.
    Ecco perché qualche giorno fa mi sono regalata quattro fantastici giorni a Santa Margherita ligure con una persona speciale, con la persona che mi riempie l'anima senza mai saziarmi, l'unica che con il suo amore ci sia mai riuscita (a parte la mia famiglia e la mia migliore amica, ma parliamo di tre tipi di amore differenti). 
    A causa del lavoro e dell'Università non siamo mai riusciti in tanto tempo a trascorrere momenti così nostri, unici per la condivisione di intere giornate e della nostra quotidianità scandita dalle nostre routine, dalle chiacchiere,  dalle risate, dal confronto, dalle decisioni prese insieme, dai momenti di riposo dopo giornate piene trascorse in spiaggia sotto il sole e tra tuffi dagli scogli nell'acqua verde della costa ligure, oppure in battello tra Portofino e San Fruttuoso.


    Giornate intense in cui non ci si è mai annoiati; in cui pur essendo lontana da casa, mi sentivo a casa, e protetta; mi sentivo felice.
    La spontaneità con cui ho, abbiamo vissuto, quesito giorni, in ogni loro piccolo istante, anche quello magari meno significativo, mi hanno insegnato tanto, e mi hanno fatto capire molte cose dandomi la conferma di quello che già sapevo.
    E non potrei essere più gioiosa di aver trascorso quei quattro meravigliosi giorni liguri.


    Dopo questo breve soggiorno, (a cui spero seguano altri viaggi a breve :p) ho trascorso un weekend in famiglia tra le mie montagne camune.
    Era da un anno che non ci ritrovavamo tutti insieme, con genitori, nonni, zii, cuginetta e sorella al seguito nella nostra "baita".
    In genere questi raduni famigliari avvengono nelle occasioni speciali, compleanni o feste comandate, perché per un motivo o per un altro non si riesce mai a ritrovarsi tutti insieme.
    E invece in estate, magari a weekend alterni, la montagna ci regala queste occasioni: giornate chiassose ma divertenti, a volte con momenti più piatti ma in cui le risate fanno comunque da padrone e dove annoiarsi, almeno in quei weekend, nonostante non ci sia molto da fare, diventa impossibile. 


    Proprio in questa occasione e per recuperare i festeggiamenti del compleanno della mia zia preferita, ne ho approfittato per preparare questa crostata estiva in cui la dolcezza e la croccantezza dell'amaretto accolgono in un friabile guscio di pasta frolla una golosa crema frangipane alle mandorle ricoperta da succose e colorate pesche noci caramellate.
    Effetto strepitoso per gli occhi ed irresistibile per il palato.


    Ingredienti 

    Per la pasta frolla

    • 180 g di farina 00
    • 50 g di amaretti 
    • 1 uovo
    • 100 g di zucchero semolato
    • 100 g di burro
    • Un pizzico di sale
    • Un cucchiaino di lievito per dolci 
    Per la crema frangipane 
    • 70 g di mandorle
    • 70 g di burro
    • 70 g di zucchero semolato 
    • Un cucchiaio di rhum
    • 1 uovo
    Per la decorazione 
    • 3 pesche noci
    • Succo di mezzo limone
    • 2 cucchiai di zucchero 
    • Mandorle a lamelle
    • Una manciata di lamponi 

    Preparazione

    La pasta frolla: tritate finemente gli amaretti riducendoli a farina.
    In una ciotola lavorate il burro freddo da frigorifero con lo zucchero, aggiungete l'uovo leggermente sbattuto, incorporate bene gli ingredienti e aggiungete la farina, gli amaretti tritati, il sale e il lievito per dolci.
    Impastate bene il tutto e formate un panetto da avvolgere nella pellicola trasparente. 
    Fate riposare in frigorifero per almeno 1 ora.
    Stendete la frolla con uno spessore di mezzo centimetro in uno stampo a cerniera imburrato e infarinato, rifinite bene i bordi, bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e disponetevi sopra dei legumi per evitare che, durante la cottura in bianco, la frolla si gonfi. Fate cuocere per 30 minuti a 180°C in forno già caldo.
    La crema frangipane: tritate finemente le mandorle riducendole a farina.
    Montate il burro con lo zucchero aiutandovi con delle fruste, aggiungete l'uovo, il rhum e la farina di mandorle. 
    Mescolate bene il tutto e fate scaldare a fiamma bassa la crema in un pentolino, mescolando di tanto in tanto e lasciandola addensare come se fosse una crema pasticcera.
    Versate la frangipane sulla frolla e fate cuocere per 10-15 minuti in forno a 180°C.
    Per la decorazione: lavate e asciugate le pesche, tagliatele a spicchi sottili, irroratele con un pochino di succo di limone, versatele in un pentolino con due cucchiai di zucchero e fatele caramellare per qualche minuto.
    Disponetele sulla crema frangipane creando delle circonferenze concentriche e disponendo al centro una manciata di lamponi.
    Decorate con delle mandorle a lamelle e servite
    Vi piace? :)





    domenica 23 luglio 2017

    Insalata di farro con edamame, tonno e peperoni


    Questa sera ricetta speedy come questo post!! 
    (Mi rifarò con un bel papiro nella prossima ricetta 😄) 
    Dopo un allenamento io ho sempre una fame che non ci vedo...in realtà sono sempre affamata, ma dopo l'attività sportiva giuro che potrei mangiarmi le gambe del tavolo!
    Visto che però non voglio privare la cucina di un pezzo fondamenntale, 
    per questa volta ho salvato il mobilio grazie ad un piatto fresco, sano, gustosissimo, nutriente e ricco di proteine e carboidrati, oltre che di vitamine e colori!
    Questa insalata estiva vi farà innamorare, ne sono sicura! 


    Ingredienti per 4 persone
    • 200 g di farro 
    • 150 g di edamame surgelati
    • 2 peperoni
    • 2 scatole di tonno al naturale
    • Formaggio primo sale a cubetti (io non lo avevo e l'ho sostituito con uno più stagionato, ma un formaggio fresco penso sia più adatto)
    • Uno scalogno 
    • Pepe nero q.b.
    • Hummus di ceci q.b.
    • Sale q.b. 
    • Olio extravergine di oliva q.b. 
    Preparazione 

    Fate cuocere il farro in una pentola di acqua salata seguendo le indicazioni riportate sul retro della confezione.
    Scolatelo e lasciatelo raffreddare condendolo con un filo di olio.
    In una padella antiaderente scaldate un pochino di olio e fate saltare mezzo scalogno tagliato a fettine sottili; quando inizierà ad appassire aggiungete gli edamame surgelati, fateli cuocere e regolate di sale e pepe.
    Lavate e tagliate a pezzetti i peperoni, fateli saltare con l'olio e la restante metà dello scalogno tagliato sottilmente, salateli e aggiungeteli al farro, unendo anche gli edamame, il tonno sgocciolato, il formaggio tagliato a cubetti e qualche cucchiaio di hummus di ceci (io lo avevo comprato già pronto ma potete prepararlo secondo la ricetta che preferite).
    Mescolate bene il tutto e completate con un filo di olio extravergine di oliva e qualche fogliolina di basilico fresco.